Liturgia delle ore

Fin dai suoi primordi la Chiesa di Cristo, sulla scia della tradizione ebraica, comprese la necessità di santificare il tempo immettendo in esso l’ascolto, la lode, l’intercessione. L’autore della lettera ai cristiani di Efeso così già scrive: «Intrattenetevi fra voi con salmi, inni, canti ispirati, cantando e inneggiando al Signore con il vostro cuore» (Ef 5,19).

         Il tempo è il grande dono di Dio in cui noi abbiamo la possibilità di convertirci, di lasciarci plasmare dalla mano di Dio, di camminare nella speranza verso il ritorno del Signore Gesù. Il tempo è già stato reso “altro” da Dio con l’Incarnazione perché il Figlio Eterno vi è entrato assumendo la nostra carne, la nostra storicità; la Chiesa che è il Corpo di Cristo e la sua presenza nella storia, sente la vocazione a rendere “altro” il tempo; questo lo fa con le sue scelte storiche ed esistenziali plasmate dall’Evangelo e lo fa con la preghiera.

         Il monachesimo ha sentito, fin dalla sua origine, questa particolare chiamata alla santificazione del tempo e lo fa con la preghiera dei Salmi ritmando con essa ogni giorno. Dal sorgere del sole fino alla notte, la comunità monastica ritma le sue giornate di lavoro con le soste in cui canta di cuore a Dio la sua lode e la sua intercessione per la Chiesa tutta e per il mondo.

         La Regola di Benedetto riserva ben dodici capitoli alla Liturgia delle ore, prescrivendo con meticolosa attenzione il modo della preghiera e perfino il numero dei salmi (RB 8-20), raccomandando ai monaci che «la mente concordi con la voce» (RB 19).

         La nostra comunità ha assunto la Liturgia delle ore secondo lo schema della Comunità di Bose e la divisione del Salterio su due settimane.

http://www.monasterodibose.it/images/qiqajon/booklet/2017/Salterio2017_booklet.pdf